"È ora di farla finita con tutte queste idee esaltate, bisogna tornare alla ragione. Tutto questo, l'estero e tutta questa vostra Europa, non è altro che una chimera... si rammenti delle mie parole, e se ne accorgerà lei stesso!" aveva concluso in tono addirittura indignato Lizavèta Prokòf'evna, al momento di congedarsi da Evgènij Pàvlovič.
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giovedì 1 settembre 2016

I mezzadri di "Furore"


"Furore" di John Steinbeck non è solo un poderoso romanzo sociale, è molto di più. [Ne ho già parlato anche qui]
Ieri come oggi.
Neoliberismo, libera circolazione dei capitali, deregulation, dittatura speculativa e finanziaria delle banche, guerra alle classi subalterne, deprivazione, sradicamento, migrazioni (alias deportazioni), esercito industriale di riserva, dumping sociale, impoverimento generalizzato.
Se non fosse stato per il New Deal roosveltiano, le cose sarebbero andate molto peggio.... ma oggi?

"...Pa’ si rivolse genericamente al gruppo. “È dura per una famiglia mollare tutto e andarsene. Una famiglia come la nostra che aveva la sua casa. Noi mica siamo vagabondi. Prima che arrivavano i trattori eravamo gente con una fattoria.”
Un ragazzo smilzo, con le sopracciglia ingiallite dal sole, voltò piano la testa. “Mezzadri?” domandò.
“Sì, mezzadri. E prima era tutto nostro.”
Il ragazzo tornò a guardare davanti a sé. “Uguale come noi,” disse.
“Per fortuna è roba che passa,” disse Pa’. “Ora andiamo all’Ovest, ci troviamo un lavoro e ci compriamo un pezzo di terra coll’acqua per coltivarla.”

Una teosofia monoteista

Arnold Böcklin "L'isola dei morti"


Il pensiero unico neoliberista, in tutte le sue varianti, anche in quelle in apparente opposizione, come il pauperismo decrescista (che si autoregolamenterebbe in parallela analogia col libero mercato), offusca le menti, per prepararle ad una de-realtà, in cui non è il mondo a contenere svariati mondi, ma i molti mondi schiacciati dall'unico mondo. Una sorta di nuova teosofia monoteista, in cui le dottrine si succedono l'una all'altra per essere divorate inesorabilmente. Ricacciando semplici preposizioni razionali nel limbo della follia e dell'eresia. Un mondo perfettamente capovolto.

[la citazione nell'immagine sotto è tratta da un commento di Bazaar a questo post di Orizzonte48]

sabato 27 agosto 2016

Ventotene's happiness


Molti vivono nell’illusione che in fondo, con tutti i limiti, l’Unione Europea ci protegga da noi stessi, perché non saremmo in grado di farlo da soli, perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità (senza distinguere chi da chi….ovviamente), perché ci mette in contatto con popoli e governi più civili, perché ci sono i politici cattivoni, perché, in sostanza, ce lo meritiamo, e perché la UE è una sorta di ente supremo. Autorazzismo, sindrome di Stoccolma e superstizione, in una miscela letale.
In verità, la necessità di dover imparare la cosiddetta durezza del vivere, una delle conseguenze del rozzo pensiero idealistico “filosofico” derivante dalla miscela di cui sopra, e il pauperismo come effetto ideologico, li si vorrebbe imporre sempre agli altri, mentre molti tale durezza la conoscono benissimo, così come l’impoverimento, senza alcun bisogno di doverli incrementare.
Si prenda ad esempio la deportazione degli insegnanti, simile a quella dei migranti, ma ottenuta con altri mezzi, che apre le porte a nuove forme di deportazione.
La durezza del vivere in questo caso la dovrebbe provare chi la predica e non sa cosa vuol dire dover migrare da Roma ad Aosta o da Palermo a Udine (sempre solo come esempio), lasciando il resto della famiglia nel luogo di partenza.
Ma cosa c’entra questo con l’Europa? C’entra eccome, c’è infatti chi immagina (ma mica tanto, in buona parte è già realtà) un continente (e poi un mondo) di continue deportazioni, di migrazioni forzate, tanto belle e colorate, di libera circolazione dei corpi, come se fossero cose (infatti, chi mastica un pochettino di economia, sa che tutto ciò si chiama, in un contesto neoliberista-mercatista, libera circolazione dei fattori produttivi). In un reale inferno di dolore e sofferenza a causa dello sradicamento…
E a cosa servirebbe? Servirebbe a rendere la percezione della precarietà come norma, così come già previsto da Hartz IV, Loi Travail e Jobs Act…. e ora Buona Scuola… perché precarietà vorrebbe dire abbassamento dei costi del lavoro (salute, sicurezza, salari). E favorire quindi la competitività… Maastricht docet.
Ma aspettate... c’è l’”Altra Europa”! Come non averci pensato?!
Anche se come e quando arrivarci non è dato saperlo…. eh, ma i tempi sono lunghi, bisogna aspettare di vincere le elezioni in più paesi simultaneamente, e che i proletari di nazionalità diversa, invece di odiarsi, si uniscano … aaaah, una cosa facile, facile…..
Peccato che “nel lungo periodo, siamo tutti morti” (cit.)
...e nel frattempo?....
Nel frattempo invece, eccovi la realtà, due nuove richieste “solidaristiche” (una, in verità, sarebbe tutt'altro che nuova) provenienti dalla UE e dalla Germania e che i servantes italici scommetto accoglieranno senza battere ciglio.





Letture consigliate.

di Alberto Bagnai "Il romanzo di centro e di periferia" (dal blog Goofynomics)

di Quarantotto: "Ventotene's Vaudeville..." (dal blog Orizzonte48)

di Sergio Cesaratto: "Un'Altra Europa è impossibile" (da Sollevazione)

di Marco Mori: "Il manifesto di Ventotene: solo un assurdo inno ad una dittatura mondiale" (da Scenarieconomici)


mercoledì 3 agosto 2016

Il "Furore" di John Steinbeck



Ebbene si, lo ammetto. Nutro una vera e propria ossessione per "Furore" di John Steinbeck. Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto. Ma giudicate voi quanto possa essere attuale e riferibile ad altre aree del pianeta, anche solo leggendo queste poche righe.
Negli USA si è manifestata ogni tipo di contraddizione e di crimine legati al capitalismo: la sbandierata (inesistente) integrazione, lo spossessamento, la disintegrazione (questa si, vera) delle comunità, lo sradicamento, la libera circolazione dei capitali e dei fattori produttivi, la deportazione per mezzo di messaggi illusori, lo schiavismo, la guerra tra poveri e tra etnie diverse, l'occasione della calamità "naturale", usata come pretesto per la speculazione bancaria.... ecc. [ad libitum]...
Nella contemporaneità e senza soluzione di continuità (a parte la parentesi del New Deal), non va certo meglio. La classe dominante americana è sempre più ricca e i poveri sempre più poveri e il miraggio dell'integrazione resta un miraggio: aree geografiche, e non, in perenne depressione. Ogni speranza di integrazione è stata distrutta dal neoliberismo, dall'ideologia liberal-libertaria e dalla loro "figlia" Globalizzazione III.

Ma adesso, la parola a John Steinbeck:
"...In tutta la California le Hooverville erano in subbuglio.
E cominciarono le retate: incursioni di uomini dello sceriffo negli accampamenti degli abusivi.
Sloggiate. Ordini dell’Ufficio d’Igiene. Quest’accampamento è un pericolo per la salute.
E noi dove andiamo?
Non sono affari nostri. Abbiamo ordine di farvi sloggiare. Tra mezz’ora diamo fuoco all’accampamento.
In quelle tende c’è gente malata di tifo. Volete farglielo seminare in tutta la contea?
Abbiamo ordine di farvi sloggiare. Forza! Tra mezz’ora bruciamo l’accampamento.
Mezz’ora più tardi, il fumo delle baracche di cartone e delle capanne di sterpi saliva verso il cielo, e le carrette degli espatriati sciamavano per le strade in cerca di un’altra Hooverville.
E nel Kansas e nell’Arkansas, in Oklahoma e Texas e New Mexico, i trattori invadevano le campagne e scacciavano i mezzadri.
Trecentomila in California e altri in arrivo. E in California le strade piene di disperati che correvano come formiche per tirare, spingere, sollevare, lavorare. Per ogni carico da sollevare, erano cinque paia di braccia a offrirsi per sollevarlo; per ogni boccone di cibo disponibile, erano cinque le bocche che si spalancavano....
....I trattori che toglievano il lavoro agli uomini, i nastri trasportatori per dislocare i carichi, i macchinari per processare il prodotto: tutto ciò si diffondeva in maniera sempre più estesa; e sempre più famiglie sciamavano per le strade, sperando di raccogliere qualche briciola delle grandi proprietà, struggendosi per i campi lasciati incolti lungo le strade. I grossi proprietari formavano associazioni di mutuo soccorso e s’incontravano per discutere i modi migliori per intimidire, reprimere, uccidere – anche con i gas...."


Lettura consigliata (oltre ovviamente a "Furore"): 
"Il grande crollo" di John Kenneth Galbraith